Durante il III Convegno Nazionale della SISAm, una giuria eletta dal Direttivo, e composta da Pietro Causarano, Orietta Cordovana, Filippo De Pieri, Dario Fazzi e Katia Occhi ha assegnato il “Premio Sisam 2026″” per la migliore monografia di Storia dell’ambiente a Andrea Bagnato, Terra Infecta: Disease and the Italian Landscape, London, Mack, 2025.
Collocandosi all’incrocio fra storia dell’architettura, storia ambientale e teoria critica, Terra Infecta rappresenta un esempio particolarmente felice di ricerca capace di attraversare i confini disciplinari, interrogando il rapporto tra ricerca storica, cultura visuale e narrazione. È proprio questa capacità di coniugare solidità scientifica, originalità interpretativa e qualità della scrittura a rendere il volume un contributo importante nel panorama della storiografia contemporanea.
Con Terra Infecta, Andrea Bagnato offre una lettura originale e innovativa delle relazioni tra trasformazioni del territorio, rappresentazioni della malattia e costruzione culturale del paesaggio italiano. Muovendo da un tema già esplorato dalla storiografia, il volume riesce a superarne gli approcci consolidati, ricomponendo in una prospettiva di lungo periodo fenomeni che la letteratura ha spesso considerato separatamente. Le politiche dell’igiene, le forme della modernizzazione territoriale, la costruzione dello spazio urbano e rurale, le dinamiche contemporanee dell’overtourism e della gentrification vengono così ricondotte entro un’unica trama interpretativa, capace di illuminare le persistenze e le trasformazioni di un immaginario che continua a modellare il rapporto tra società e ambiente.
Pur sostenuta da una chiara tensione critica e da una consapevole postura politica, la narrazione mantiene sempre il rigore della ricostruzione storica. L’equilibrio tra interpretazione e documentazione è governato con notevole maturità, attraverso una scrittura che alterna l’analisi delle fonti, l’osservazione diretta dei luoghi e la riflessione teorica senza mai perdere coesione né precisione.
La stessa giuria ha assegnato, poi, la Menzione d’onore del “Premio Sisam 2026” al volume di Michele Campopiano, Storia dell’ambiente nel Medioevo. Natura, società, cultura, Roma, Carocci, 2025.
Il volume di Michele Campopiano rappresenta un contributo interessante e utile alla crescente riflessione sulla storia ambientale in prospettiva di lunga durata. Il merito principale del libro sta nella scelta di non limitarsi a ricostruire le trasformazioni materiali dell’ambiente medievale, ma di includere anche le rappresentazioni della natura, i linguaggi culturali, le categorie religiose e simboliche attraverso cui le società medievali pensarono il proprio rapporto con il mondo naturale.
La sua prospettiva consente di guardare al Medioevo come a un laboratorio fondamentale di pratiche e immaginari che hanno contribuito a plasmare il modo in cui le società (soprattutto quelle europee) hanno abitato, trasformato e pensato la natura.